Archivi categoria: Parole Forbite

PREPOSTERO

prepòstero agg. [dal lat. praepostĕrus, comp. di prae– «pre-» e postĕrus «che viene dopo, posteriore»], letter. ant. – Che è invertito, soprattutto in senso cronologico, rispetto a quello che è considerato l’ordine normale o abituale, e per estens. che viene dopo il momento giusto, tardivo, o intempestivo, inopportuno e sim. (accezioni già tutte presenti nell’etimo latino):l’incominciare con un ordine p. il pagamento dell’ultime partite potrebbe parere una dolosa dimenticanza delle passate(Metastasio); a noi ancora sia dato campo di parlare e d’essere ascoltati da persone intendenti e non soverchiamente ulcerate da prepostere passioni ed interessi (Galilei).

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PRETERIZIONE

preterizióne s. f. [dal lat. tardo praeteritio -onis, der. di praeterire «preterire»]. – L’atto, il fatto di preterire, cioè di omettere, tralasciare qualcosa. Il termine è usato soprattutto nelle due accezioni che seguono:

1. Figura retorica consistente nell’affermare di voler passare sotto silenzio una cosa nel momento stesso in cui invece la si nomina, dandole così maggiore rilievo: come, per es., nella canzone All’Italia del Petrarca, vv. 49 e segg.: «Cesare taccio, che per ogni piaggia Fece l’erbe sanguigne Di lor vene …»; e, nel linguaggio com., in frasi quali «non ti dico con quanto piacere sarei venuto anch’io»; «per non parlare dei sacrifici che i tuoi genitori hanno fatto per te»; «non sto a raccontarti quello che mi è capitato oggi», e simili.

2. In diritto, p. di eredi e di beni ereditarî, l’omessa menzione di eredi e di beni nel testamento da parte del testatore.

FAVENTE

fa|vèn|te
agg.
av. 1375; dal lat. favĕnte(m), der. di favēre “favorire”.

OB LE che favorisce, che aiuta

POSTERGARE

postergare v. tr. [dal lat. mediev. postergare, der. della locuz. post tergum «dietro le spalle»] (io postèrgo, tu postèrghi, ecc.). –

1. letter. Gettarsi una cosa dietro le spalle, non darsene pensiero, omettere di farla: sarebbe una delle prime cose da fare, e mi sembra che venga trascurata e postergata (Bacchelli); anche, non tenere in considerazione, disprezzare.

2. Posporre una cosa a un’altra si possono privilegiare o p. alcune quote di partecipazione nel riparto degli utili; anche in senso fig.: ai celesti e non caduchi beni Posterga i corruttibili e i terreni (Marino). Con sign. più concr., nel linguaggio giur., cambiare di grado nella iscrizione ipotecaria: p. due ipoteche, o due creditori ipotecarî, invertendo il loro numero d’ordine (che è dato dalla successione cronologica).

3. Nell’uso burocratico, porre a tergo, scrivere a tergo di un documento (lo stesso che attergare, nel sign. 1): p.un’annotazione a una pratica; si vedano le correzioni postergate.

CROCCHIO

crocchio² s. m. [forse der. del lat. ✻corrotulare, dal lat. tardo rotŭlus “rotolo”]. – [piccolo agglomerato spontaneo di persone: riunirsi in un c.] ≈ capannello, gruppo, raggruppamento. ‖ folla.

cròcchio1 s. m. [der. di crocchiare1]. – Suono falso che dànno gli utensili di vetro, di terracotta, di porcellana, ecc., quando siano incrinati o rotti. Anche scricchiolio (spec. delle scarpe): scarpe col crocchio.

ALLEA

allèa s. f. [adattam. del fr. allée, propr. «andata», der. di aller «andare»]. – Viale alberato; è voce del dialetto piem., accolta anche in opere letterarie.

SUGGERE

sùggere v. tr. [dal lat. sugĕre], letter. – Sinon. dotto di succhiare, usato in pochissime forme e soltanto in contesti di tono elevato, per lo più in senso fig.: le vene e ’l cor m’asciuga e sugge (Petrarca); beata prole, a cui non sugge Pallida cura il petto (Leopardi); mal frenando un improvviso impeto di tenerezza, cominciò a suggerle baci dalle labbra (De Roberto).

Rigolo

rigoloriġoló› agg. e s. m. (f. rigoloteriġolòt›), fr. [der. di rigoler «divertirsi, sghignazzare», forse incrocio di rire «ridere» e galer «divertirsi» (da cui galant«galante»)]. –

1. agg. Divertente, e anche strano, curioso, buffo.

2. sost. Persona che non si può prendere sul serio, o che si vanta di qualità che non ha.

rìgolo s. m. [etimo incerto]. – Nel gioco delle bocce, lo spostamento del pallino o delle bocce con una palla tirata raso terra per conquistare il punto.

MANTICA

màntica s. f. [dal gr. μαντικ (τέχνη), der. di μάντις «indovino»]. – Arte della divinazione, nel mondo antico. Come termine filosofico (già presente in Platone per esprimere una capacità «divinatrice» propria delle anime più elevate e superiore alla stessa facoltà razionale), fu adoperato soprattutto dagli stoici, che, concependo tutto l’accadere come preordinato da una divina provvidenza, consideravano il futuro come prevedibile in certa misura (grazie appunto alla mantica), in base agli indizî contenuti nel presente.

RELAPSO

relapso (o relasso) agg. e s. m. (f. –a) [dal lat. relapsus, part. pass. di relabi«ricadere»]. – Nel cristianesimo delle origini, tornato al paganesimo dopo avere abbracciato la fede cristiana. Per estens., nel medioevo, chi ricadeva nell’eresia o nel peccato, abbracciando dottrine considerate eretiche dopo averle abiurate. Come sost., persona tornata al paganesimo, o chi nel periodo medievale ricadeva nell’eresia