Archivio mensile:aprile 2013

DEFERENZA

deferènza s. f. [dal fr. déférence, der. di déférer (con il sign. 2 di deferire)]. – Rispetto ossequioso e condiscendente dimostrato con atti o con parole a persona ritenuta superiore per grado, funzione, autorità, o anche soltanto di maggiore età e esperienza: mostrare d.; ascoltare con d.; essere pieno di dper o verso i proprî maestri.

 
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PEONE

peóne2 s. m. [dallo spagn. peón, pl. peones, propriam. «pedone»] (il plur. ital.peoni è di uso rarissimo, in quanto viene comunem. usato il plur. spagn. peones). – 

1. 

a. Bracciante agricolo, lavoratore a giornata non qualificato; il termine fu per secoli applicato soprattutto a indiani e meticci dell’America Centr. e Merid. costretti a una specie di lavoro forzato (v. peonaggio). 

b. In Spagna, giostratore a piedi della corrida, detto anche banderillero

2. Per estens., nel linguaggio politico e giornalistico e con intenzione polemica, il termine indica quei militanti o deputati di grandi partiti che, privi di peso politico e senza cariche importanti, vengono esclusi dalle scelte più rilevanti e destinati a eseguire le decisioni degli organi dirigenti alla cui formulazione non hanno preso parte.

LESTRA

lèstra s. f. [lat. extĕra «le cose che stanno fuori» (della casa), neutro pl. di extĕrus(v. estero), con agglutinazione dell’articolo], region. – 

1. Nell’Agro Romano e Pontino: 

a. Radura diboscata, destinata al pascolo invernale di greggi transumanti, oppure seminata. 

b. Capanna abitata temporaneamente da pastori o agricoltori, che migrano (e ancor più migravano) in pianura nei mesi invernali dal Preappennino. 

2. Il covo e rifugio del cinghiale, e il luogo ove esso riposa durante il giorno. Anche, il covo della selvaggina da pelo in genere.

REBBIO

rébbio s. m. [dal franco ripil «pettine con denti di ferro»]. – 

1. Ciascuna delle lunghe punte della forca, del forcone e del tridente, e, meno com., del forchettone o della forchetta: questo forcone ha i rspuntatiil tridente ha tre r.; le forchette da tavola hanno in genere quattro denti o rebbî

2. estens. 

a. Ciascuno dei due bracci del diapason. 

b. Ciascuno dei due bracci delle manette usate per il trasferimento dei detenuti.

OSTARE

ostare (ant. obstare) v. intr. [dal lat. obstare, comp. di ob– e stare, propr. «stare di contro» e quindi «opporsi, contrastare»] (io òsto, ecc.; non è usato il pass. rem. né il part. pass., e quindi neppure i tempi composti), letter. – Opporsi, impedire, fare contrasto: oai desiderîai tentativi di qualcunorimiro la nostra famiglia … a quante aversità già tanto tempo con fortissimo animo abbia obstato (L. B. Alberti); ognuno cede allo impeto lorosenza potervi in alcuna parte obstare(Machiavelli). Per lo più in frasi negative, nel linguaggio burocr.: niente osta a che l’assemblea abbia luogose nulla osta … (se non ci sono difficoltà, se non vi è nulla in contrario …); di qui la locuz. nulla osta o nullaosta (v.), usata come s. m.:chiedereconcedere il nulla osta. ◆ Part. pres. ostante (ant.), di persona o cosa che è d’impedimento, che si oppone: la luce divina è penetrante Per l’universo secondo ch’è degnoSì che nulla le puote essere ostante (Dante). È usato soprattutto in costruzione assoluta, preceduto da negazione: non ostante il divieto; questa forma, scritta in grafia unita, si è poi cristallizzata ed è rimasta nell’uso come prep. e cong., oggi invariabile (v. nonostante).

TURIFERARIO

turiferàrio s. m. [dal lat. mediev. turiferarius, comp. di tus turis «incenso» e tema di ferre «portare»]. – Nella liturgia cattolica, il ministrante (o ministro) che porta l’incensiere o turibolo. Fig., letter. e poco com., adulatore, incensatore.

LURCO

lurco agg. [dal lat. lurco (-onis)] (pl. m. –chi), letter. – Ghiottone, mangione e beone ingordo; epiteto dato da Dante ai Tedeschi: E come là tra li Tedeschi lurchi … (Inf. XVII, 21), e rimasto poi nell’uso per reminiscenza dantesca. Anche sostantivato: La primavera in fior mena tedeschi Pur come d’usoFanno pasqua i lurchi Ne le lor tanee poi calano a valle (Carducci).

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